L’acqua distribuita dall’acquedotto viene sottoposta a controlli regolari. Ma tra il punto di consegna e il rubinetto attraversa tubazioni, serbatoi, autoclavi e impianti interni che possono modificarne le caratteristiche.
Per questo, quando si vuole verificare la potabilità dell’acqua di un’abitazione, di un condominio, di un’azienda o di una struttura aperta al pubblico, non basta richiedere una generica “analisi completa”. Occorre capire quali parametri controllare, dove effettuare il prelievo e quale rischio si vuole realmente valutare.
ARCHA esegue analisi delle acque e controlli sulla presenza di Legionella per aziende, condomìni, strutture e privati nelle province di Brescia, Bergamo e nelle aree limitrofe.
Quando è utile analizzare l’acqua del rubinetto?
L’acqua può essere conforme nel punto in cui viene consegnata dall’acquedotto e presentare caratteristiche diverse una volta arrivata al rubinetto. Le cause possono trovarsi nella rete interna dell’edificio: tubazioni datate, materiali metallici, ristagni, serbatoi, autoclavi, temperature favorevoli alla proliferazione microbica o manutenzione non adeguata.
Un controllo può essere utile, ad esempio:
- in presenza di acqua con colore, odore o sapore insoliti;
- dopo lunghi periodi di inutilizzo dell’impianto;
- in edifici con tubazioni vecchie o recentemente sostituite;
- quando l’acqua proviene da un pozzo;
- dopo interventi sull’impianto idrico;
- in presenza di serbatoi, autoclavi o sistemi di trattamento;
- nelle strutture che ospitano persone fragili;
- quando è necessario valutare il rischio Legionella;
- nell’ambito dei programmi di autocontrollo aziendali;
- quando si desidera verificare la qualità dell’acqua effettivamente erogata dal rubinetto.
L’analisi è quindi uno strumento utile per distinguere una semplice alterazione delle caratteristiche organolettiche da una possibile criticità chimica o microbiologica.
Cosa stabilisce il D.Lgs. 18/2023?
Il Decreto Legislativo 18/2023 disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano e ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001. Il testo è stato successivamente aggiornato dal D.Lgs. 102/2025.
Il decreto non deve essere letto come un “pacchetto di analisi” da applicare nello stesso modo in ogni situazione. Stabilisce valori di parametro e introduce un approccio basato sulla valutazione del rischio lungo tutta la filiera dell’acqua, dalla fonte fino al punto in cui viene utilizzata.
Questo significa che la scelta delle prove dipende da diversi fattori:
- origine dell’acqua;
- destinazione d’uso;
- caratteristiche dell’edificio;
- materiali e condizioni della rete interna;
- presenza di serbatoi o sistemi di trattamento;
- eventuali segnali di contaminazione;
- tipologia di persone esposte;
- obblighi applicabili alla specifica struttura.
Richiedere indiscriminatamente tutti i parametri previsti dal decreto può quindi essere poco utile e molto costoso. Un piano analitico corretto parte dalla domanda da risolvere e seleziona le prove realmente pertinenti.
Quali analisi si possono effettuare sull’acqua potabile?
Le analisi possono comprendere parametri microbiologici, chimici e indicatori delle caratteristiche generali dell’acqua.
Controlli microbiologici
Servono a verificare l’eventuale presenza di microrganismi che possono indicare una contaminazione dell’acqua o una criticità nella rete idrica.
Tra i principali parametri rientrano:
- Escherichia coli;
- batteri coliformi;
- enterococchi intestinali;
- conta dei microrganismi coltivabili.
La scelta dei parametri dipende dall’origine dell’acqua e dallo scopo del controllo. Un’acqua proveniente dall’acquedotto, un’acqua di pozzo e l’acqua conservata in un serbatoio non presentano necessariamente gli stessi rischi.
Controlli chimici e indicatori
Le analisi chimiche permettono di valutare la composizione dell’acqua e individuare eventuali sostanze presenti in concentrazioni superiori ai valori previsti.
A seconda del caso possono essere esaminati:
- pH e conducibilità;
- torbidità;
- ammonio, nitriti e nitrati;
- cloruri e solfati;
- durezza;
- ferro e manganese;
- piombo, rame, nichel e altri metalli;
- sostanze organiche o contaminanti specifici.
Anche in questo caso non esiste un elenco identico per tutti. La ricerca del piombo, per esempio, può essere particolarmente significativa in edifici con tubazioni o componenti metallici datati. Altri contaminanti richiedono invece una valutazione legata alla fonte di approvvigionamento o alle caratteristiche del territorio.
Legionella e acqua potabile sono la stessa analisi?
No. L’analisi microbiologica dell’acqua destinata al consumo umano e la ricerca della Legionella rispondono a obiettivi differenti.
La Legionella è un batterio che può proliferare negli impianti idrici, soprattutto in presenza di ristagni, tratti poco utilizzati, incrostazioni e temperature favorevoli. Il rischio è collegato principalmente all’inalazione di minuscole goccioline d’acqua contaminate, come quelle prodotte da docce e altri punti di erogazione.
Per questo il controllo della Legionella richiede:
- l’esame delle caratteristiche dell’impianto;
- l’individuazione dei punti di prelievo più rappresentativi;
- un campionamento eseguito correttamente;
- un’analisi microbiologica specifica;
- la valutazione dei risultati nel contesto dell’edificio.
ARCHA effettua indagini ambientali, campionamento e analisi accreditata per la ricerca di Legionella nelle reti idriche artificiali. I tempi analitici sono legati al metodo microbiologico utilizzato e sono normalmente di circa dieci giorni.
Nei condomìni le analisi dell’acqua sono obbligatorie?
Il D.Lgs. 18/2023 non introduce un obbligo generalizzato di analisi periodica per tutti i normali edifici residenziali.
Prevede invece specifiche attività di valutazione e gestione del rischio per gli edifici e i locali definiti “prioritari”, come alcune strutture sanitarie, sociosanitarie, ricettive, scolastiche, sportive o aperte al pubblico. In questi contesti assumono particolare rilevanza il controllo della Legionella e del piombo.
Nel condominio residenziale un’analisi può comunque essere opportuna quando:
- esistono serbatoi o autoclavi;
- la rete interna è datata o complessa;
- sono stati eseguiti lavori sull’impianto;
- si verificano ristagni o utilizzi discontinui;
- vengono segnalate alterazioni dell’acqua;
- sono presenti attività o locali soggetti a specifici obblighi;
- si vuole documentare lo stato dell’acqua in punti rappresentativi dell’edificio.
L’analisi non dovrebbe essere proposta come un adempimento automatico, ma inserita in una valutazione tecnica che tenga conto dell’impianto e dell’utilizzo dell’edificio.
Come scegliere le analisi giuste?
Prima di stabilire i parametri è utile raccogliere alcune informazioni:
- L’acqua proviene dall’acquedotto o da un pozzo?
- Qual è l’utilizzo dell’acqua?
- Dove si trova il punto che si vuole controllare?
- Sono presenti serbatoi, autoclavi, addolcitori o altri trattamenti?
- L’impianto è vecchio, complesso o utilizzato in modo discontinuo?
- Esistono odori, colori o sapori anomali?
- Si tratta di un’abitazione, un condominio, un’azienda o un edificio prioritario?
- È necessario valutare anche il rischio Legionella?
Le risposte consentono di costruire un piano di controllo mirato, evitando sia analisi insufficienti sia pacchetti inutilmente estesi.
Analisi dell’acqua a Brescia e Bergamo
ARCHA esegue controlli analitici sulle acque per aziende, amministratori di condominio, strutture, professionisti e privati nelle province di Brescia, Bergamo e nei territori limitrofi.
Il servizio può comprendere la definizione dei parametri, il campionamento, le analisi chimiche e microbiologiche e la ricerca di Legionella, in funzione della situazione e dell’obiettivo del controllo.
Vuoi sapere quali analisi servono davvero nel tuo caso?
Descrivici la provenienza dell’acqua, il tipo di edificio e il motivo del controllo. I tecnici ARCHA valuteranno i parametri e i punti di prelievo più indicati.