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bis ARCHA

Best Innovation System ARCHA

I fanghi di disinchiostratura (o di deink) sono dei composti solidi polverulenti o granulari prevalentemente costituiti al 60-65% in peso da una frazione inorganica (CaCO3, silico-alluminati), al 25-30% da una frazione organica di cellulosa, con un tenore di umidità variabile dal processo di ottenimento e stoccaggio, mai superiore al 15%. Sono prodotti in ragione di circa 20-25% sul totale di carta da macero lavorata e si stima che in Italia ne vengano prodotte ogni anno circa 400.000 tonnellate. Tali fanghi costituendo all’origine un “rifiuto speciale” con caratteristiche “non pericoloso”, dal punto di vista giuridico sono suscettibili di essere avviati a processi di “recupero” in procedura semplificata. Ad esempio sono utilizzati nella produzione di altra carta, nell'industria dei laterizi, nei conglomerati edilizi, nei sottofondi stradali e per le operazioni di ripristino ambientale, tipo la copertura di discariche o cave.

Innovazione

Il progetto di ricerca e sviluppo alla base dell’iniziativa bisARCHA riguarda lo sviluppo di nuovi materiali formulati con l’impiego dei fanghi di disinchiostratura della carta da macero. Tali materiali essendo costituiti principalmente da fibre di cellulosa e carbonato di calcio, rappresentano un’interessante matrice da impiegare in vari ambiti applicativi. Il progetto bisARCHA intende valutare la fattibilità di una nuova idea di business fondata su recupero, trasformazione di tali fanghi da rifiuto a materia prima-seconda e riutilizzo per tre applicazioni specifiche, ovvero come carica di rinforzo per la realizzazione di compositi polimerici, carica funzionalizzante per aggregati cementizi e per la realizzazione di un additivo da impiegare nella bonifica di spandimenti oleosi.

Risultati

Nel primo anno del progetto, le attività di bisARCHA si sono concentrate prevalentemente sull’individuazione di specifici fornitori del fango di deink, tali da garantire adeguati volumi e costanza di qualità, sullo sviluppo di specifici trattamenti fisici e meccanici tali da rendere il fango una materia prima-seconda adeguata per gli impieghi previsti e sullo sviluppo di formulati per il settore dell’edilizia allo scopo di ottenere delle schiume inorganiche da impiegare come materiale termoisolante e resistente al fuoco, come alternativa alle schiume polimeriche, per intercapedini di muri e porte.