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ArCO

Progetto di conservazione del legno archeologico

ArCO è un progetto di conservazione, che combina i risultati precedenti sui trattamenti del legno archeologici con una panoramica sul suo processo di invecchiamento, in presenza di sali instabili.

Quando si tratta di conservazione dei reperti archeologici in legno, gli scienziati di conservazione si trovano ad affrontare diverse sfide. Anche se molti manufatti in legno sono stati scoperti sottoterra, sul fondo del mare o sul fondo di un lago, dove il deterioramento è limitato a causa di livelli di ossigeno carenti, questi manufatti saturi d'acqua sono stati sottoposti a vari cambiamenti chimici. La presenza di sali instabili nel legno, formatisi durante il seppellimento o dopo l'applicazione di trattamenti di conservazione, è una questione che suscita grande preoccupazione. Questi sali sono formati da solfuri di ferro, che si sono formati a causa di batteri solfato-riduttori dalle acque anossiche e dalla corrosione del metalli nel legno, e allume, che è stato utilizzato per i trattamenti di conservazione tra il 1850 e il 1950.

Dopo la rimozione dall'ambiente di sepoltura o dal trattamento con allume, questi sali minerali possono essere sottoposti a reazioni di ossidazione o idrolisi e causa l'acidificazione del legno, la precipitazione di sali e conseguenti danni meccanici. È quindi importante neutralizzare l'ambiente acido, inattivare gli ioni metallici e prevenire l'ossidazione dei sali, al fine di mantenere l'integrità di tale prezioso patrimonio culturale.

Innovazione

Il progetto è seguito da cinque laboratori europei e vede come protagonista un legno archeologico impregnato d'acqua, prelevato da un'antica nave trovata dalla Norvegia, Danimarca e Francia.

I compiti principali sono divisi in tre parti:

Campionamento: campione di legno contenente vari sali minerali e sottoposto a diversi trattamenti di conservazione

Agenti atmosferici: invecchiare i campioni in una camera climatica con fluttuante umidità relativa dell'aria

Caratterizzazione: analizzare le caratteristiche fisiche, chimiche e morfologiche dei campioni di legno, prima e dopo l'invecchiamento artificiale.

E' essenziale comprendere i processi di deterioramento a livello chimico: interazioni tra il legno, gli agenti di consolidamento e sali instabili

2) Capire il comportamento a lungo termine del legno archeologico trattato 

3) Ottenere una visione rilevante sui metodi di conservazione: stabilire un' utile guida per i trattamenti futuri

Risultati

Di seguito i link degli step relativi alle fasi del progetto:

Meeting a Dublino: poster

News letter ICOM

Meeting a Varsavia: poster

Meeting a Gdańsk (Polonia): abstract e sito internet

Metting a Chicago: poster e sito internet


Partner

  • KHM – Saving Oseberg, Museum of Cultural History, University of Oslo, Norway
  • Natmus – Department of Conservation, National Museum of Denmark
  • ARC – ARC-Nucléart conservation laboratory, Grenoble, France
  • DCCI – Department of Chemistry and Industrial Chemistry, University of Pisa, Italy
  • ARCHA