La sala operatoria hi-tech: OPERA

Nello splendido scenario rinascimentale di Villa La Quiete a Firenze è stata presentata “Opera”, la sala operatoria del futuro, frutto di un progetto di ricerca e innovazione realizzato da un gruppo di aziende toscane e cofinanziato dalla Regione Toscana. Un progetto realizzato in stretta collaborazione tra le aziende (tra cui figura anche ARCHA) e gli enti di ricerca, che ha portato all’installazione del prototipo nell’area dell’ospedale di Careggi a Firenze.Tutte le componenti della sala operatoria (lampade, armadi, lettino, sgabello robotizzato del chirurgo, apparecchiature mediche) comunicano informaticamente tra loro, scambiandosi dati per interpretare e adattarsi alla particolare operazione chirurgica che si svolge nella sala. Tutti gli strumenti, tutti i singoli ferri vengono identificati e tracciati in modo che nulla manchi e che nulla sia disperso; così come le persone che entrano in sala operatoria sono identificate e controllate ai varchi per garantire la sicurezza estrema.

La domotica, la robotica e l’informatica integrata sono messe al servizio della sicurezza del paziente e dell’efficienza della sala operatoria con un forte abbattimento dei tempi morti e quindi una riduzione dei costi di gestione. Il chirurgo resta, ovviamente, centrale ma viene supportato dalle macchine che gli offrono inoltre, in tempo reale, le informazioni sul paziente derivante dalla cartella clinica e lo mettono in collegamento con un’aula didattica dove gli studenti di medicina possono seguire l’intervento.

Il centro dell’innovazione nella realizzazione delle sale operatorie del futuro passa per la Toscana e per la Valdera in particolare. Primo tra tutti l’Istituto di biorobotica dell’Istituto Superiore Sant’Anna di Pontedera, responsabile della progettazione, dello sviluppo e dell’integrazione dei sistemi robotici, che ad esempio trasportano i ferri chirurgici o che aiutano il chirurgo nell’operazione, controllandone i parametri fisiologici attraverso dei sensori wireless posti negli abiti per intervenire in caso di affaticamento.

Td Group, azienda pisana, si è occupata della progettazione e della realizzazione di tutta l’infrastruttura informatica definita “OperaCore”, che permette la comunicazione automatica tra le varie macchine della sala operatoria gestendo tutti i passi dell’intervento attraverso complessi processi informatici. Nell’ambito del progetto, l’azienda di Perignano “Robot System Automation” ha costruito e integrato i sistemi di automazione e robotica applicata, e il sistema di interazione tra il personale medico/infermieristico e “Opera” utilizzando apparecchiature che si controllano senza toccare schermi o pulsanti, per poter così garantire il mantenimento delle condizioni di sterilità per il personale chirurgico.Di Pontedera anche uno dei promotori del progetto, il dottor Paolo Tacchi, responsabile della ditta capofila Emac con sede in Liguria e in Toscana, che ha curato la parte di coordinamento e progettazione del lay-out della sala.

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